Parisi al Pd: firme anti Porcellum alla Festa – di Beppe Persichella, la Repubblica

PARTE da Bologna la raccolta firme per abolire il Porcellum. Entro il 25 settembre il comitato promotore, presieduto dal costituzionalista dell’ Alma Mater Andrea Morrone, dovrà raccogliere in tutta Italia 500 mila firme da depositare alla Corte Costituzionale per dar vita ad un nuovo referendum abrogativo, così da poter cancellare l’ attuale legge elettorale, definita dal suo stesso autore, il ministro Calderoli, «una porcata». «E un’ impresa disperata – ammette l’ ex ministro della Difesa Arturo Parisi – ma è di questi tempi che servono imprese disperate». L’ iniziativa, decisa a metà luglio, ha trovato il sostegno dei Democratici (l’ associazione politica creata nel ‘ 99 da Romano Prodie Parisi con simbolo l’ Asinello), di Sel, dell’ Unione dei Popolari e della Rete referendaria di Mario Segni. Ma non del Partito Democratico, che preferisce cambiare la legge per via parlamentare. Un particolare non irrilevante: a capo del comitato ci sono infatti parlamentari e politici iscritti al Pd e vicini a Romano Prodi, come la deputata e portavoce del professore Sandra Zampa. Per questo ieri si è rischiato l’ incidente diplomatico tra i prodiani e i vertici del partito. Alla richiesta di Parisi e Montrone di poter essere presenti con i banchetti nelle varie feste dell’ Unità, a partire da quella bolognese che prende il via proprio oggi, fino alla mattinata di ieri non era arrivato alcun invito. «Abbiamo avanzato una richiestae ora attendiamo una risposta» osservava Parisi durante la conferenza stampa di presentazione della raccolta firme. Anche perché, per l’ ex ministro, la vicinanza tra le istanze del comitato referendario e la base del Pd è lampante. «Noi vediamo tra gli elettori democratici – proseguiva Parisi – un moltiplicarsi di posizioni tanto che quella ufficiale del partito non è più sufficiente». A gettar acqua sul fuoco ci ha poi pensato, per lo meno qui in città, il segretario provinciale del Pd Raffaele Donini che, seppure con qualche distinguo, ha dato il suo via libera: «Concorderemo gli spazi e le modalità, ma porte aperte al comitato promotore del referendum» è stata la risposta all’ appello dell’ ex ministro. E così, salvo complicazioni dell’ ultima ora, i banchetti dei referendari potranno comparire già da oggi, primo giorno della Festa dell’ Unità. L’ inaugurazione al Parco Nord avverrà, come da tradizione, alle 18, con tanto di taglio del nastro con lo stesso Donini e, dopo il lungo commissariamento della città, con il sindaco Virginio Merola. Risolta questa prima grana, e in attesa di una risposta simile dalle altre feste sparse in Italia, il comitato è pronto a rimboccarsi le maniche per raggiungere, in giro di un mese esatto, quota 500 mila firme.A Bologna la raccolta avverrà tutti i sabati in piazza Ravegnana, mentre altri punti in città sono in programma, dietro lo slogan «No Porcellum, no Casta». «Sono le ultime ore per salvare la democrazia – avverte Parisi – se non potessimo disporre di un Parlamento rispettato e pienamente legittimato, la nostra democrazia rischierà di essere stritolata tra la piazza e il potere». L’ obiettivo di questa raccolta è infatti duplice: cercare davvero di cambiare la legge attraverso il referendum ma soprattutto mettere fretta al Parlamento affinché prenda in mano la materia prima della fine di questa legislatura. Non si sa ancora, invece, qual è il pensiero di Romano Prodi, e se firmerà o meno. Ma Zampa assicura: «Il professore farà sapere a breve quello che pensa».

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