Parisi, arrendersi alla divisione del centrosinistra significa accettare fine del bipolarismo

La leggerezza con la quale quello che fino a qualche giorno fa veniva definito il centrosinistra vota oggi diviso sulla fiducia al Governo Monti da’ da sola la prova della inconsistenza della pretesa di chi, nel momento della crisi berlusconiana, lo descriveva come una alternativa di governo pronta alla vittoria.

Quello che tuttavia e’ piu’ grave non e’ la divisione nel voto, ma non aver neppure provato a cercare, difendere e ritrovare le ragioni dell’unita’, tradendo l’impegno preso difronte agli elettori di costruire per il futuro l’alternativa di governo al Berlusconismo, e allo stesso tempo dimenticando la condivisione nel presente della responsabilita’ di governo nelle regioni e nelle autonomie locali. Guai tuttavia se la divisione del centrosinistra nel presente dovesse annunciare la sua definitiva dissoluzione per il futuro.Sarebbe la fine del bipolarismo sostituito da una democrazia unipolare guidata da un pensiero unico sempre piu’ appesantita da domande particolari, e priva della possibilita’ di scegliere tra alternative generali di governo. Sostenere questo governo straordinario ha un senso solo se esso consente di costruire una democrazia ordinaria. Una democrazia ordinaria come scelta tra alternative ci chiede tuttavia di mettere mano da subito alla costruzione della coalizione di governo alternativa a quella del centrodestra.

Legge elettorale, il patto dei big per spartirsi la torta – di Alessandro Antonelli, Gli Altri

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