Parisi, Morrone: evitare il rischio di un nuovo Parlamento di nominati. Rispondere al referendum e andare ad elezioni si può.

Rimettere ai cittadini la scelta tra le alternative future per il Paese sembra sempre piu’ inevitabile e auspicabile. Mentre si ragiona sulla prospettiva di nuove elezioni, e’ urgente tuttavia prepararsi a corrispondere alla richiesta avanzata da 1.200.000 cittadini sulla necessita’ di cambiare questa infame legge elettorale.

Guai se si andasse a nuove elezioni senza averla cambiata o addirittura proprio per non cambiarla. Altrettanto inaccettabile e’ trarre motivo dalla necessita’ di cambiarla per escludere la possibilita’ di nuove elezioni.

Cambiare in pochi giorni il porcellum con una legge che ricalchi i quesiti referendari, e andare quindi ad elezioni e’ possibile.

In ognuna delle prospettive in campo e’ percio’ necessario che ognuno dica subito come pensa di evitare il rischio che il Paese sia di nuovo rappresentato da una casta di nominati. Non basta la crisi economica a giustificare come mai, nonostante dal deposito della richiesta di referendum in Cassazione siano passati infatti 40 giorni, nessuno abbia fatto nulla per correggere i propri errori ed omissioni passate.

Arturo Parisi, coordinatore politico comitato referendario

Andrea Morrone, presidente del comitato referendario

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